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Una gentile analisi caciarona

Nell’ultimo mese la tela aveva avuto a che fare con la mano Caciarona da un lato – quella che se ne fotte altamente delle impronte involontarie e della sporcizia – e la mano Gentile dall’altro – quella che le macchie le contiene come una maestra d’asilo che lascia spazio creativo ai bambini stendendo un telo di plastica per non macchiare le mattonelle. 

Mentre una tela caciarona sedimentava immagini incastonate nella materia, due tele gentili facevano fluttuare guizzi di colore sbarazzino. Mentre la mano Caciarona, sudata, scavava alla ricerca di una chimera lontana, la mano Gentile nuotava con la pelle fresca in un mare calmo e amniotico. 

Tra la caciara e la gentilezza sento bussare alla porta del WC una vecchia amica: la mano Analitica. Potete immaginare le reazioni di fronte a questa apparizione. La Caciarona sbuffa in un angolo della stanza mentre la Gentile si avvicina a passo lento e democristiano all’Analitica. 

Così, la mano Gentile offre al grigiore concettuale della mano Analitica un ventaglio ampio di colori trovati nella casa delle Illustrazioni. La mano Analitica, fiera e compiaciuta delle proprie parole leziose, approfitta della disponibilità della mano Gentile, la seduce e, tra una chiacchiera e l’altra, le due iniziano a fare l’amore sulla tela. 

Passano giorni dall’evento copulatorio e le tracce lasciate sulla tela sono spaventose involuzioni pittoriche: un teatrino illustrato e non vissuto, un ritornello scritto e non cantato. Sicché una gentilezza analitica voltastomaco mi acceca, mi dispera. 

La mano Caciarona, visibilmente incazzata, finisce il panino, getta la sigaretta, si alza e mi prende per l’orecchio. Mi percuote come Edna con ElastiGirl e inizia a spostare, ruotare e rigirare la tela. Ecco che quel moto involutivo diventa involontaria evoluzione. La mano Caciarona scaccia via la democrazia cristiana dalla tela, fa una pernacchia al falso seduttivo dell’analisi e ribalta la tela da orizzontale a verticale strizzando l’occhio alla Cina di Mao. Questa piccola rivoluzione caciarona mi sorprende ma non abbastanza da tirarmi su di morale. Così torno a casa, mi infilo sotto le coperte e mi addormento.   

La mattina seguente mi affaccio al balcone e il caldo afoso di Roma mi impedisce di uscire e raggiungere il WC a Post Ex. Allora mi trascino in bagno – quello vero – e mentre mi lavo i denti mi ricordo di un sogno: ero di fronte alla tela e pensavo “questo pentagramma a testa in giù è diventato un’altalena!”. Insomma quel pentagramma vestito della chiusura di un ritornello, trasformato in un’altalena mi suggeriva qualche risposta in più sul mio rapporto con la pittura, la figurazione, l’astrazione e la musica. Ma questa forse non è altro che una gentile analisi caciarona. 

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